RICOSTRUIRE: il murales

“Un gruppetto di undici ragazze delle scuole medie frequentanti il centro diurno “Il Manto” di Cometa, coinvolte nel progetto biennale “The time is now 2.0“, durante questo anno, impossibilitate a esercitare l’attività sportiva del basket a causa della pandemia, hanno avuto la possibilità di continuare a stare insieme e lavorare in un progetto comune ideando e realizzando un murales presso l’oratorio della parrocchia di Muggiò, dove precedentemente erano solite allenarsi,” scrive Sara.

“Quello che si può osservare è il risultato di un egregio lavoro manuale e artistico che le ragazze hanno realizzato guidate da Francesco Fornasieri, artista e insegnante di arte alla scuola Oliver Twist di Cometa.”

“Sullo sfondo si riconosce il paesaggio prealpino comasco, mentre in primo piano la vegetazione ricorda la palude che i romani bonificarono all’origine della città. Balza all’occhio a sinistra un muro di mattoni parzialmente distrutto, mentre dall’altro lato il muro viene ricostruito con le forme di un ponte verso il mondo. Le sagome realizzate a stencil sono ricalcate sulle silhouettes delle ragazze stesse: ognuna di loro ha prestato la propria figura per esprimere momenti di aiuto reciproco e coinvolgimento nel lavoro.”

“Il murales è anche il risultato di un percorso educativo di riflessione e di condivisione sulla tematica del “ricostruire”, parola ben rappresentata al centro della stessa opera. Per diverse settimane, infatti, le ragazze, accompagnate e sostenute dalle educatrici di Cometa, hanno avuto la possibilità di “portare fuori”, esprimere il proprio sentire profondo, nella spontaneità e autenticità di sé, senza censure, relativamente a una tematica non semplice come quella del ricostruire a partire da situazioni di disagio, crisi, distruzione; ma questo è stato soltanto il punto di partenza: le suggestioni e i pensieri emersi, infatti, non sono stati assunti come giudizi definitivi su se stesse e sulle situazioni vissute, ma, nello scambio e nel confronto tra loro e con gli adulti, sono stati il punto di partenza verso un nuovo giudizio positivo e fiducioso, ossia il pensiero che, in tutto ciò che accade esiste, c’è un bene possibile che si può convenientemente ricercare.”

Ecco una breve sintesi che ben riassume le riflessioni maturate insieme e condivise:

“Ripartire, rinascere, ricostruire ciò che è crollato: ne abbiamo un gran bisogno, sempre, e in particolar modo dopo una pandemia che ha sconvolto le nostre vite.

Stare insieme e fare squadra, mettere ciascuno la propria parte, impegnarsi per un obiettivo comune, valorizzare le risorse di ognuno: queste abilità che in questo anno non abbiamo potuto esercitare in campo praticando sport, abbiamo cercato di allenarle nella realizzazione di questo murale.

La tematica che abbiamo scelto e desiderato rappresentare, è stata proprio quella del ricostruire.

Sempre è possibile ripartire.

Sempre è possibile ricreare, dare nuova vita a ciò che appare distrutto e abbandonato. Anzi, spesso da ciò che è ricostruito, riassemblato, riparato, nasce qualcosa di unico e speciale, non ripetibile, con un valore aggiunto.

Sempre è possibile trarre qualcosa di positivo e di buono anche da quelle situazioni difficili e faticose che tutti noi, in misura diversa, viviamo.

Però, lo sappiamo, non è facile. Davanti a qualcosa della nostra vita che si spezza, a volte ci si può sentire come intrappolati, come se ti cadesse il mondo addosso, si è presi da sentimenti di tristezza e di nullità e sembra più facile sfogare malamente il proprio dolore, oppure nasconderlo, anziché cercare la strada per ricostruire.

Ricostruire è più difficile, perché è un’azione che richiede impegno e fatica, spesso è un lavoro lungo, che vuole cura, tempo e pazienza. E senza qualcuno che condivida con noi questo sforzo, è proprio dura.

Ricostruire insieme e non da soli, pensiamo che sia la mossa vincente.

Dividere il peso che ci portiamo dentro con qualcun altro, fare esperienza di autentica vicinanza, costruire amicizia e fratellanza e condividere la fatica, è ciò che ci può permettere poi di condividere anche l’entusiasmo e la gioia di ciò che si è ricostruito insieme.

“The time is now.” Vogliamo riprendere queste parole per ricordarci che è adesso il tempo in cui poter ricostruire, partendo da dove siamo e da ciò che abbiamo tra le mani.”

Il 16 luglio 2021, le ragazze hanno inaugurato il murales e il nuovo canestro da basket da poco installato, alla presenza dei loro familiari, del parroco di Muggiò e di alcuni rappresentanti del quartiere e degli educatori e responsabili di Cometa, dando voce esse stesse al lavoro svolto in questi mesi. Il pomeriggio è poi proseguito con un piccolo rinfresco e con i primi tiri al canestro nel nuovo campetto, con il coinvolgimento di grandi e piccini.