TORNEO DI SCACCHI il campione e il pollaio

La storia degli scacchi è piena di piccoli geni, enfant prodige che con i pantaloncini corti e la maglietta a righe riescono a battere campioni adulti già affermati e navigati. Il torneo che ha avuto luogo in Cometa non è stato da meno e anche se ci vorrà ancora un po’ di tempo prima di vedere un nostro giocatore in una finale per la conquista del titolo mondiale, non manca già una storia degna di essere raccontata.

Il giovanissimo campione del torneo di scacchi organizzato in questi giorni dagli educatori viene probabilmente dalla gavetta più strana nella storia di questa nobile arte. “Aveva bisogno di una rapida lezione prima di iniziare il torneo,” svela Wesley. “Era curioso di sapere cosa fosse l’arrocco, la mossa difensiva degli scacchi nella quale il re e la torre possono essere mossi nello stesso momento.”

Così l’educatore e il futuro campione si sono isolati nel pollaio di Cometa e lì è avvenuta la fatidica lezione che ha permesso al promettente allievo di sollevare al cielo il trofeo del vincitore.

LA MOSSA DELL’ARROCCO

L’arrocco è l’unica mossa degli scacchi in cui un giocatore può muovere due suoi propri pezzi in un colpo solo. Tale mossa coinvolge solo il Re e una delle due Torri, inoltre può essere effettuata solo una volta in tutta la partita. Ecco le condizioni necessarie per poter effettuare l’arrocco:

  1. Il Re non deve mai essere stato mosso prima durante la partita;
  2. La Torre coinvolta nell’arrocco non deve mai essere stata spostata prima durante la partita;
  3. Il Re al momento di effettuare l’arrocco non deve essere sotto scacco (cioè situato in una casa sottoposta al tiro avversario);
  4. Il Re durante il movimento dell’arrocco non deve attraversare case sotto scacco. Anche la casa d’arrivo non deve essere sotto scacco;
  5. Fra il Re e la Torre non ci devono essere altri pezzi, né amici né avversari.

Il movimento dell’arrocco viene effettuato con la seguente importante regola:

“Il Re si sposta di due case verso la Torre e quest’ultima gli si mette a fianco dall’altra parte”.